La notte finiva
eri l'alba della nuova vita
la speranza che non muore
la gioia che sconfigge il dolore.
Cercammo piano
nei tuoi occhi la luce
ma ci perdemmo poi
nel tuo sorriso
che ancora... leggi...
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Earth Day Autori Vari
La nostra Terra, così trascurata, così, martoriata, ma sempre nostra. L'Earth Day in poesia.
Pagine: 27 - € 6.00 Anno: 2008
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Tibet Autori Vari
«E’ con grande gioia che leggo questo bellissimo libro, che contiene parole che illustrano le caratteristiche e la bellezza della cultura e della religione Tibetana, dello splendido paesaggio del “tetto del mondo”. Le poesie contenute in questo libro dimostrano sintonia con il puro, amorevole e semplice cuore del popolo Tibetano. Apprezzo moltissimo l’amore e l’affetto degli autori di queste poesie verso le tradizioni del Tibet e verso la sua eredità spirituale.
Agli autori di queste poesie va il mio ringraziamento e le mie preghiere, ma anche a tutti coloro che le leggeranno!»
Lama Geshe Gedun Tharchin
Il ricavato della vendita di questo libro sarà dedicato al beneficio dei monaci e dei rifugiati tibetani
Pagine: 59 - € 8.00 Anno: 2008
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Mario Bugli
Le sue 32 poesie
Tra il lieve sussurro
dell'erba che cresce
l'insopprimibile eco
di deluse speranze
la notte.
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Da Nanterre alla Sorbona
cosa rimane di un sogno mancato
delle barricate nel quartiere latino
del sessantotto, del maggio parigino
gli studenti ovunque
gridarono futuro e libertà
sputarono su ogni ipocrisia
l'utopia di un mondo migliore
senza guerre e discriminazioni
era stata
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Pallida luna o infuocato sole
anima raminga, rughe da levigare
son io il sogno?
sguardo di bosco su alberi tagliati
Indistinta presenza l'essenza!
libri che urlano il delirio
e la pazzia del mondo e della vita
voci che la poesia cattura
son io il sogno?
sguardo di mare su delfini
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Suonaron le sirene nelle fabbriche
tutti fuori a scioperare
si fermò l'Italia incredula e smarrita
è inaudito,
lo stato hanno rapito
l'uomo dalla chiazza bianca
e dalla voce stanca
lo sguardo velato di tristezza
lungimirante precursore del dialogo
erede di antichi valori
uomo vero tra
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Ho cercato
le orme dei nostri passi
poi quelle dei nostri corpi
poi quelle delle nostre mani
ma non c'erano più
allora ho seguito delle piccole orme
ed ho incontrato una bambina
seduta sulla riva
con i suoi boccoli biondi
e le lentiggini sul viso
per niente intimorita mi ha guardato,
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Sembravano piangere le reti dei pescatori
scosse dalla spasmodica argentea agonia
era la foce del fiume, ultimo tratto di vita
mulinelli d'acqua, purificati dal sale
diventavano mare
ed il cielo avvampava
d'imperturbabile tramonto.
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Vivrà per sempre il Tibet
sono troppo alte e innevate
le sue cime
la compassione e la purezza
creeranno quel risveglio
anche nell'oppressore
ma Tu, oceano di saggezza
che con mille braccia l'universo aiuti
insegnaci a levitare
la terra ancora ci pervade
vili opportunismi,
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Quando il mio tempo sarà finito
e calerà il sipario della vita
vorrei da te poter tornare
stringerti forte, senza farti male
darti un bacio come quello
che fu il primo
sfiorarti lievemente con le mani il viso
rivedere il tuo sorriso
e nei tuoi occhi la dolcezza
sentirmi dire
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Quand'ero gatto
avevo un'occhio verde
e l'altro blu
il pelo lucido e nero
e vivevo randagio
e sui tetti
per un disturbo della personalità
miagolavo alla luna
un giorno la fame
dopo le schermaglie d'amore
vinse l'istintiva diffidenza
per la bestia umana
mangiai il boccone
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La prossima poesia
la scriverò per te
amica mia
dovrà essere trasparente e pura
come l'acqua sorgiva
e avrà i colori eterei dell'arcobaleno
troverò le magiche parole
per trasformare la strada tenebrosa
in un sentiero ameno / dove tu camminerai
per entrare nella prossima poesia
sarà
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Il terzo atto
il più difficile da recitare
è andato a cominciare
non c'è copione
solo mediocre e sofferta
improvvisazione
è un dramma esistenziale
di flebili parole
tardive riflessioni
goffo e precario
equilibrio di sopravvivenza
quale presagio
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Continua la danza... ti prego
intra i tuoi veli neri
o dea della notte
e della recondita anima mia
nel nulla sospesa
rannicchiato
in posizione fetale
un'utero di lana mi accoglie
non si può regredire
muto è il rimpianto
di quell'antico vagito
respingi l'aurora... ti
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La mia speranza... madre
è nei tuoi occhi di cielo
è nella tua anima
che ho cercato invano
abbracciando la porta invalicabile
dell'eterno
è in quel Dio che hai amato tanto
ma che nessun dolore Ti ha risparmiato
crocifissa nel corpo
con l'oblio della mente
mi regalavi
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Ritorna prepotente la cosa
con gli spasimi d'attesa
qualcosa d'indefinibile
inafferrabile... struggente
che mi ha sempre accompagnato nella vita
pensavo fosse per quando
sarei stato maturo
ma anche adesso è lontana
lo sarà domani
forse per sempre
ritorna nel
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Ninna nanna, ninna oh
questa bimba a chi la do...
la cantavo sempre al manicomio
anche la notte
poi sono morta
avevo diciassette anni
i miei occhi di bimba
non avrebbero dovuto vedere
attraverso la porta socchiusa
la mamma con il
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